1.2.13

r/041 - Quaderno di Eugenia (prima parte)


E' il 31 ottobre 1931.
Siamo a Temossi, un paesello situato nell'entroterra ligure. 
Eugenia, una bambina di circa 12 anni, si accinge a scrivere sulla prima pagina del suo nuovo quaderno di scuola.

Subito dopo la data, una X incastonata fra due trattini orizzontali sta ad indicare che ci troviamo nel decimo anno dell'era fascista.
In questa prima pagina Eugenia trascrive un breve riassunto di ciò che probabilmente ha appena studiato: i Carbonari ed i moti del Risorgimento italiano. Il voto della maestra, vergato a lapis azzurro in fondo al riassunto, decreta un modestissimo "Suff", causato probabilmente dai tanti errori di grammatica.
Anche le correzioni però non sono impeccabili, ad esempio laddove la parola "società" viene modificata in "socetà". Povera Eugenia, almeno quella l'aveva scritta bene!
Queste poche righe, comunque, dai contenuti così retorici e nazionalisti, sono solo un assaggio rispetto ad altri paragrafi nettamete più propagandistici.


Dopo le prime pagine, Eugenia non scrive più sul suo quaderno per ben due settimane. Poi, in data 13 novembre (e qui dimentica la X) l'intestazione recita: "Diario".


Questa volta non ci troviamo di fronte ad un mero riassunto o ad un dettato scolastico, ma a parole scritte in libertà dall'alunna per raccontare ciò che ha fatto durante la giornata appena trascorsa. 
Proprio questa è la caratteristica che a mio giudizio rende il quaderno una testimonianza straordinaria e ci dà uno spaccato inedito e sincero sulla vita quotidiana di una ragazzina nell'Italia rurale dei primi anni '30.
Questo quaderno però è straordinario anche per un'altra ragione, molto più personale: Eugenia era mia nonna.
Foto di famiglia risalente agli anni '30. Papà Celestino e mamma Maria Caterina posano nel cortile dietro casa assieme ai loro 8 figli. Eugenia, la minore, è la bambina alla destra del capofamiglia.

Agosto 2012.

San Salvatore di Cogorno, una frazione a pochi chilometri dalla costa, sulla stessa strada che da Lavagna porta al vecchio paesino di Temossi.
Un'anziana zia è appena deceduta, lasciando dietro di sé una casa piena di polvere e vecchi ricordi. Circondato da parenti appena conosciuti, occupati in perigliose questioni ereditarie ed indaffarati nel tentativo di recuperare oggetti di valore, si trova anche il sottoscritto. 
Le mie mani rovistano nei cassetti e tra le vecchie carte, scoprendo tesori dove gli altri vedono solo cianfrusaglie.
Poi, la scoperta: chiusi in un sacchetto, all'interno di un grosso armadio, libri e quaderni di scuola del ventennio, presumibilmente appartenuti alla defunta. Uno di questi richiama la mia attenzione per la ricca decorazione della copertina, raffigurante un gruppo di soldati romani ed una vittoriosa battaglia navale della prima guerra punica.


Tipico di quel periodo, rispolverare episodi bellici e tradizioni dell'epoca imperiale per porli al servizio della propaganda fascista. Senza dubbio ottimo materiale per un articolo del mio blog.
Solo quella sera, rientrato a casa mia, mi rendo conto che quel quaderno non appartenne alla zia Monica, bensì a mia nonna, deceduta ormai da tempo.
Mi torna alla mente il vago ricordo di una conversazione svoltasi diversi anni addietro, in cui lei accennava ai suoi vecchi quaderni di scuola, probabilmente in possesso della nipote.
All'epoca non vi badai, giudicando improbabile che quelle vecchie carte fossero sopravvissute fino ai nostri giorni.

Il destino però aveva altri programmi.
Il ritrovamento di questo materiale è stato per me una graditissima sorpresa, che in un certo qual modo mi ha permesso di "reincontare" mia nonna per ascoltare una storia che ancora non conoscevo. La sua storia, che ora sono pronto a raccontare a tutti voi.

Qui di seguito riporto la trascrizione pressoché completa del quaderno (con l'esclusione di alcune pagine di grammatica), corredata da varie foto, alcune delle quali scattate da me sui luoghi citati.
Ho inserito anche numerosi link a pagine esterne (soprattutto Wikipedia), già che gli spunti per ulteriori approfondimenti non mancano.
La presente trascrizione include le correzioni dell'insegnante per facilitarne la lettura, anche se diversi errori non corretti vengono lasciati invariati. In particolare il verbo "avere" viene scritto con "h" o con "à" accentuata senza una logica precisa. La maestra non sembra farsene un problema, quindi anche noi lo prenderemo così com'è.

Nel prossimo post, invece, oltre alla seconda parte della trascrizione, troverete il link per scaricare il file in formato .pdf con la scansione fotografica dell'intero quaderno.
Metto a disposizione gratuitamente questo materiale, con l'unica richiesta di essere citato come fonte e messo al corrente di un suo eventuale utilizzo o pubblicazione.
Spero che risulti per voi interessante quanto lo è stato per me.

Buona lettura!



Quaderno di Gatto Eugenia

Temossi 31 ottobre 1931 X
Copiato. Riassunto di storia



Le condizioni della nostra Patria erano ben dolorose. Molti generosi si proposero di strapparla a tanta miseria anche a costo della vita, e si raccolsero in numerose società segrete. Una di queste fu detta dei Carbonari, perché i suoi membri usavano il gergo dei carbonari.
Fra il 1818 ed il 1832 i carbonari suscitarono parecchie ribellioni, ma invano. L’Austria mando i suoi soldati in aiuto dei principi oppressori. Il Risorgimento italiano ebbe i suoi primi martiri Maroncelli, Oroboni, Pellico, Confalonieri, che languirono lunghi anni in carcere; Ciro Menotti, Giuseppe Andreoli che furono fatti giustiziare dal Duca di Modena.
Suff

Temossi 13 novembre 1931
Diario

Stamattina sono andata a scuola, la signorina Maestra ha fatto dire la lezione e ha corretto il compito, ha fatto scrivere e leggere e dopo ha letto Pinocchio.
Dopo pranzo sono andata a cucire, c’eravamo in quattro e prima di uscire abbiamo scopato la scuola, quando sono tornata a casa ho aiutato la mia mamma a fare da mangiare.
Buono
Temossi 18 novembre 1931-X
Diario
Oggi sono andata a scuola e la signorina Maestra ha spiegato la pulizia delle case. Alla mattina, quando ci si alza, si dicono le orazioni poi si va a lavarsi poi si fa il letto, si scopa dappertutto e si spolvera sui mobili, e sul tavolino. Bisogna scacciare le mosche perché vanno sul letame e poi vanno sui cibi, i cibi si mangiano e si prendono delle malattie. La maestra ha spiegato anche le figure del cartellone delle mosche.
Quando siamo usciti sono andata a portare da mangiare ai miei genitori nella Chiappa e poi sono stata a raccoglire le catagne
Suff
Temossi 20 novembre 1931-X
Composizione
La mia scuola
Saggio

Io vado volentieri a scuole perché s’impara a scrivere e a leggere e a fare tante altre cose. La scuola è necessaria per tutti. A me è più caro andare nella scuola vecchia perché è più grande e c’è il palco.
Buono
Il vecchio edificio scolastico ripreso da Google street view (QUI)


Lunedì 23 novembre 1931 X
Diario

Stamattina sono andata a scuola e ho portato un bel mazzo di fiori e d’olivo e la Signorina Maestra l’olivo lo à messo dai quadri e ci sta molto bene. La Maestra à detto che sabato va ha casa e quando ritorna porta la polvere color d’oro da indorare dei rametti d’olivo.
I crisantemi me li hanno dati le mie cugine di Belpiano ieri perché cisono andata, loro ne ànno tanti.La Signorina maestra ha fatto dire la lezione e poi ha coretto il compito e ha letto un raconto. Dopo pranzo sono andata con le miche
Buono




Temossi 28 novembre 1931

Composizione
Parlare del funerale che si è svolto oggi.
Saggio
Oggi si svolto il funerale di una donna di Bertigaro, e noi bambini siamo andati incontro fino alla Croce e quando e arrivata la morta ci siano messi in fila e poi siamo andati in chiesa. Finito il funerale siamo andati in scuola a prenderci la cartella e siamo andati a casa.
Buono


Temossi 1 Dicembre 1931-X
Diario

Oggi sono andata a scuola e abbiamo messo i banchi intorno alla stufa per sentire il caldo, ma c’era fumo e non si poteva stare bene. Abbiamo fatto lezione e mentre si faceva lezione è caduta una pietra sulla testa di Luigi. La signorina maestra à preso un po di carta l’à bagnata nell’acqua fresca e gliela messa per un po’ sulla testa. Dopo pranzo sono andata con le pecore ò cercate delle castagne per fare le arrostite, e le pecore le ò condotte a casa che era quasi buio.
Buono


Sabato 5 dicembre 1931-X
Diario


Oggi sono andata a scuola e la signorina maestra à fatto tanti auguri ai Balilla e alle Piccole Italiane perché è il 5 dicembre, ha anche spiegato la storia di Balilla. A corretto il compito, ha fatto dire la lezione, à fatto leggere e à fatto cantare l’inno di Balilla e poi siamo usciti. Dopo pranzo sono andata a scopare le foglie.
Buono




Temossi 9 dicembre 1931 X
Diario
Oggi sono andata a scuola è la signorina maestra à sospeso Tonino perché faceva chiasso e lo ha sospeso da scuola fino a lunedì. Dopo pranzo sono a cucire e c’eravamo in cinque e abbiamo cantato Giovinezza.

Buono


Lunedì 14 dicembre 1931-X
Diario
Oggi sono andata a scuola, la signorina maestra è andata a prendere la camomilla alla mia compagna che era malata, poi abbiamo fatto lezione. Dopo pranzo sono andata a cucire e ò portato le patate alla signorina. A cucire c’eravamo in dice. Quando siamo uscite sono andata con le pecore e le ò condotte a casa che era quasi buio.
Buono
Una panoramica dei campi intorno a Temossi


Temossi 16 Dicembre 1931
Diario
Oggi la signorina maestra ci ha fatto dire la lezione e io ò preso buono e poi ci ha fatto scrivere la poesia e ha fatto fare il disegno della capanna. Prima di uscire à lette Pinocchio. Dopo pranzo sono andata a cucire e c’eravamo in due, quando siamo usciti sono andata con le pecore le ò condotte a casa un po’ più presto delle altre sere perché non ci volevano stare
Buono
Immagine recente della casa in cui Eugenia viveva con tutta la famiglia


Temossi 23 dicembre 1931-X
Diario
Oggi sono andata a scuola, abbiamo fatto il disegno e poi è arrivato il medico, i bambini scappavano perché avevano paura che facesse male e piangevano. E’ venuto a fare la puntura ai bambini perché non venga latosse senina  (*) il mal di gola. La signorina à letto Pinocchio e altri due racconti. Dopo pranzo sono andata con le pecore ò portato la poesia di capodanno, le ò condotte a casa che era quasi buio.
(*) Eugenia si riferisce alla "tosse asinina", ovvero la pertosse
Buono
Temossi 26 dicembre 1931-X
Ieri era Natale io non l’ò passato bene perché è morto il mio zio e perché non c’era il mio fratello. A pranzo, mentre dicevo la poesia non l’ò potuta nemmeno finire perché il mio babbo à sentito suonare l’agonia del mio zio e così non me l’a à lasciata finire, poi l’ò detta alla sera che il mio babbo non c’era.
Buono

Celestino Gatto, padre di Eugenia (e mio bisnonno)


(fine prima parte)


13.9.12

r/040 - Cuaderno de Antonio

Vecchio quaderno di scuola spagnolo risalente alla metà degli anni '50, recuperato dalle rovine di una casa abbandonata nei pressi di Pinos Genil (lo stesso paese in provincia di Granada dal quale proviene l'isolatore elettrico r/032).


L'illustrazione di copertina raffigura una scena di caccia al cervo, mentre sul retro uno scorcio di una foresta afro-americana (?) piuttosto affollata, fa da sfondo alle tabelline aritmetiche. Si legge: "tavola delle addizioni" e "tavola delle sottrazioni".

La palazzina in cui è stato ritrovato era originariamente su due piani, ma il pavimento del piano superiore era crollato ormai da tempo. Anche il tetto presentava qualche cedimento e non offriva un gran riparo.

Io però, attirato dalla presenza di alcune piastrelle in pasta di cemento piuttosto ben conservate, mi infilai fra le travi ormai cadute e con mia sorpresa scoprii che al di sotto di esse qualcosa si era miracolosamente salvato dalle intemperie, pur se ne portava i segni inequivocabili.


Il luogo del ritrovamento

Sul momento non mi fermai a leggere il contenuto del quaderno. Le precarie condizioni dell'edificio non invogliavano ad ulteriori esplorazioni e comunque non vi era traccia di altro materiale del genere. Gli avrei dato un'occhiata più tardi e se non ne fosse valsa la pena me ne sarei sbarazzato.

Dopo aver soffiato via un po' di polvere e il cadavere di un ragno (cui il quaderno aveva fatto da lapide per chissà quanto tempo), infilai il reperto in un sacchetto insieme a due piastrelle e mi avviai verso casa.

L'illustrazione in copertina, restaurata digitalmente

Quando gli ebbi dato un'occhiata più approfondita, mi resi conto della particolare testimonianza rappresentata da quelle pagine. Si trattava effettivamente di un quaderno di scuola, appartenuto ad un bambino di nome Antonio Zuñiga Muñoz e raccoglieva appunti e disegni di diverse materie, tra cui storia e geografia.

Niente di straordinario quindi, ma ciò che rende interessante la sua lettura è il modo in cui gli argomenti vengono presentati. Teniamo presente che all'epoca la Spagna era ancora sotto dittatura, che si sarebbe conclusa soltanto vent'anni dopo con la morte del "caudillo" Francisco Franco.
Il clima di propaganda nel quale venivano istruiti gli alunni non doveva essere dissimile da quello vissuto in Italia durante il ventennio fascista, e del quale porterò un ottimo esempio in un futuro articolo del Rumentaio.

Ora però passiamo alla lettura di alcuni estratti del suddetto quaderno, che con qualche difficoltà (dovuta alle condizioni dei fogli ed agli errori ortografici) ho selezionato e tradotto in italiano.

Iniziamo con qualcosa di semplice. Ecco la definizione di un "Porto di mare", accompagnata da un disegno realizzato a matita e ripassato a penna:

Si chiama costa la terra che confina con il mare. La nostra Patria possiede più di 3.000 chilometri di costa e per il suo studio la divideremo in tre categorie. Costa Cantabrica, Atlantica e Mediterranea.
La costa Cantabrica ha un'estensione di 600 chilometri ed è rettilinea ma molto (rocciosa) a causa della prossimità dell'omonima cordigliera.
I porti di questa costa sono naturali e molto profondi, meritano una menzione speciale quelli di Santander e Jijon.
La costa Atlantica ha una lunghezza di approssimativamente 880 chilometri e va distinta in due parti, quella galiziana, ricca di profondità e belle insenature e la parte meridionale che è bassa e sabbiosa.

Non viene descritta la costa Mediterranea, ma qui finisce lo spazio sulla pagina ed evidentemente anche la buona volontà dello scolaro...
Un compito più impegnativo è rappresentato dal seguente testo, che si riferisce al personaggio di Cristoforo Colombo, in Spagna noto come Cristobal Colón:

Cristoforo Colombo non è spagnolo di nascita, ma sì lo è per la sua opera e lealtà.
L'illustre marinaio nacque a Genova (...) dei primi anni della sua vita si sa molto (poco). Si può soltanto affermare che parte della sua giovinezza la passò in Portogallo, dove si sposò con Felipa Muñiz.
Quando venne in Spagna per offrire i suoi (servigi) ai Re Cattolici li aveva già offerti al re portoghese e forse a (...) e all'Inghilterra.
Nessuno aveva fatto  nulla del suo progetto di raggiungere le Indie.
Anche questa storia si interrompe bruscamente perché nella pagina successiva i protagonisti sono Annibale e l'esercito romano.

Tra le pagine meglio conservate (alcune sono del tutto illeggibili), se ne trova una che cita le diverse province di Castiglia ed è arricchita da un disegno a pastello raffigurante un arco trionfale.


Facendo una ricerca su internet e confrontando le caratteristiche dei molti archi presenti in Spagna (romani e non) con quelle del disegno, sono riuscito ad associarlo all'arco di Bará, situato a pochi chilometri da Tarragona.
Nulla a che vedere quindi con la Castiglia, forse il disegno era a tema libero e scollegato dal testo scritto.


Quando si parla di storia però, non ci si riferisce solo alla storia antica, ma anche agli avvenimenti più recenti che inevitabilmente si mescolano alla politica ed alla propaganda di regime. Ecco quindi un resoconto molto parziale a proposito degli avvenimenti che causarono la caduta della seconda repubblica e posero le basi per la guerra civile che insanguinò la Spagna tra il 1936 e il 1939:

29 ottobre                                      GIORNO DELLA FEDE


Il giorno 29 ottobre 1933, Jose Antonio levò la sua voce nel teatro della Comedia per manifestare agli spagnoli i grandi mali che la Patria veniva soffrendo e quale fosse la via per rimediarvi.
Le grandi virtù del popolo spagnolo erano allora addormentate ed era necessario avere fede, molta fede, per iniziare il suo risorgimento.
Ma Jose Antonio ebbe questa fede ed il miracolo si realizzò e la Patria si salvò.

Un'auto trasporta 26 viaggiatori ed ognuno di essi paga 12 pts (pesetas). Se tra benzina ed altro raggiunge una spesa di 147 pts, quanto guadagna con il viaggio?

Problema aritmetico a parte, se qualcuno vuole approfondire l'argomento e la figura del citato Jose Antonio (Primo De Rivera), fondatore del partito della Falange Spagnola e martire del regime di cui la città di Granada ancora conserva un polemico monumento, può leggere la sua biografia su Wikipedia. Viene citato anche l'episodio in questione, che rappresenta proprio la fondazione del partito.

Qualche pagina prima l'argomento veniva già sfiorato, con le seguenti parole ed un inquietante disegno in cui una falce e un martello incombono su una croce cristiana...

Con la proclamazione della 2a Repubblica il 14 aprile del 1931, i mali che la Spagna già stava soffrendo durante il lungo periodo della sua decadenza si aggravarono pericolosamente.

In questo quaderno però, oltre a matematica, geografia e storia, non poteva mancare la religione. Diverse pagine sono dedicate alle parabole ed ai miracoli di Gesù.
L'ultima pagina però, è riservata a...
LA FINE DEL MONDO

L'ultimo Vangelo dell'anno liturgico descrive (in modo sublime?) i fatti che accompagneranno la fine del mondo.
Gesù verrà sulle nubi del cielo con grande potenza e maestà, inviando i suoi angeli perché raccolgano al suono delle trombe i prescelti ai quattro angoli del mondo, da un orizzonte all'altro.
Stiamo sempre allerta perché la morte non ci colga in peccato.
Chiediamo tutte le notti prima di addormentarci: Che sarà di me se questa notte dovessi morire?
Vivendo in


Il testo finisce così, lasciando la frase in sospeso, proprio come se la morte avesse infine raggiunto il povero Antonio.

Chissà quanti anni aveva quando ha scritto queste righe. Viveva nella stessa casa in cui ho ritrovato il quaderno? Quando e perché l'ha abbandonata? Sarà davvero morto o forse è ancora vivo? Ipotizzando che all'epoca avesse 12 anni, ora dovrebbe averne una settantina...

Il suo quaderno però ci riserba un'ultima sorpresa: tre righe scritte a penna, da mano diversa, sul retro della copertina.
In origine il quaderno era ripiegato proprio su questa pagina, che appare più rovinata. Le macchie e gli errori rendono la traduzione piuttosto difficile, ma dopo tante parole scritte su dettatura ed imposte dall'alto, ecco finalmente un tocco di spontaneità:

Antonio mi manchi molto
quando ci sposiamo se mi (ami) tanto
sto piangendo voglio che venga

DETTAGLI:
Dimensioni: cm 16 x 21
Provenienza:
Gennaio 2010, una casa diroccata nei pressi di Pinos Genil (Granada).

3.7.12

r/039 - Catena di S.Antonio


Abituati come siamo a ricevere la nostra dose quotidiana di spam nella casella di posta elettronica, a volte non ci rendiamo conto della velocità con cui certe cose sono entrate nella nostra vita di tutti i giorni.
E-mail, Adsl, wi-fi, low-cost, spam, spread, mp3, sms, gps, usb... parole che fino a qualche anno fa non avrebbero avuto alcun senso ai nostri orecchi, e che adesso sono diventate d'uso comune e stanno ad indicare cose che tutti ben conosciamo.
Ma se provassimo a guardare indietro nel tempo, alcuni di questi termini definiscono qualcosa che già esisteva con una diversa denominazione? Esisteva già una parola poi passata in disuso per indicare certi neologismi?

Nel caso dello spam, probabilmente, lo avremmo definito "pubblicità ingannevole", "marketing invasivo" o qualcosa del genere.
Ricordo quando svuotando la cassetta della posta venivano fuori queste lettere preconfezionate con la scritta rossa a caratteri maiuscoli "HAI VINTO!". Una veloce occhiata alle cassette dei vicini confermava che effettivamente solo tu avevi ricevuto quella lettera e la curiosità aumentava (per lo meno in un ragazzino della mia età).
All'interno, ogni tipo di paccottiglia cartacea e in alcuni casi anche di altro tipo. Indelebile nella mia memoria la chiave metallica di una Renault 5 sportiva che, stando alla lettera allegata era stata sorteggiata tra migliaia di nominativi, tra cui ovviamente mia nonna!

C'era però un altro tipo di spam, che aveva poco o nulla di commerciale. Anzi, si trattava di vere e proprie bombe psicologiche che ti cadevano addosso quando meno te lo aspettavi.
In quel caso a farla da padrone erano la superstizione e l'ignoranza, e spesso erano il risultato di qualche stupida burla, se non veri e propri tentativi di truffa (come le false raccolte di fondi per scopi benefici).
Queste lettere, che il ricevente doveva riprodurre e rispedire ad altri destinatari per evitare il castigo divino o altre ritorsioni soprannaturali, prendevano il nome di "catene di Sant'Antonio".

Il 39° oggetto del Rumentaio quindi non sarà una reliquia in ferro, come il titolo del post potrebbe suggerire a chi non conosca il significato del termine, ma il testo completo di una di queste catene, recapitata per posta verso la fine degli anni '80 ai miei genitori... e regolarmente rispedita pescando a caso 20 indirizzi sull'elenco telefonico!
Che bei ricordi...


Ed ecco la trascrizione integrale del testo:

BACIA UNA PERSONA ACUI VUOI BENE APPENA RICEVI QUESTA LETTERA.
QUESTO FOGLIO TI è STATO SPEDITO PER PORTARTI FORTUNA.
L'ORIGINALE è IN INGHILTERRA.
HA FATTO IL GIRO DEL MONDO 9 VOLTE.
LA FORTUNA è IN VOSTRO POSSESSO. SARAI FORTUNATO DOPO 4 GIORNI 
CHE AVRAI RICEVUTO QUESTA LETTERA, SPEDITELA DI NUOVO.
CIO NON è UNA FANTASIA, E RICEVERAI PER POSTA.
SPEDITE DELLE FOTOCOPIE ALLA GENTE CHE VORRESTI FOSSE FORTUNATA.
NON SPEDITE SOLDI PERCHè LA FORTUNA NON HA PREZZO.
NON TENETE QUESTA LETTERA, ESSA DEVE ESSERE SPEDITA. ENTRO 96 ORE
UN UFFICIALE DELLA R.T.T. HA RISCOSSO 14 MILIONI E PERCHè HA ROTTO 
LA CATENA HA PERSO TUTTO.
VOE INJLN HA PERSO 8 MILIONI CHE AVEVA RICEVUTO. ALLE FILIPPINE
GENE VALER HA PERSO SUA MOGLIE 4 GIORNI DOPO AVER RICEVUTO LA
LETTERA SI ERA SCORDATO DI FARLA CIRCOLARE. COMUNQUE PRIMA
DELLA SUA MORTE HA RICEVUTO 140 MILIONI.
TI PREGO DI SPEDIRE 20 COPIE E OSSERVA CIO CHE CHE TI CAPITERà
NEI 4 GIORNI SUCCESSIVI. LA CATENA VIENE DAL VENESUELA ED è STATA
SCRITTA DA SAUL A NUOVN UN MISSIONARIO DELL'AMERICA LATINA.
PER FAVORE SICCOME LA COPIA FA IL GIRO DEL MONDO DEVI FARE 20 COPIE
E SPEDIRLE AI TUOI AMICI O PARENTI. DOPO QUALCHE GIORNO UNA SORPRESA.
QUESTO è VERO ANCHE SE NON SEI SUPERSTIZIOSO.
NOTA BENE IL FATTO SEGUENTE: COSTANTINO HA RICEVUTO LA COPIA ED HA
CHIESTO ALLA SUA SEGRETARIA DI FARE 20 COPIE E LE HA SPEDITE; QUALCHE

GIORNO DOPO HA VINTO 2 MILIONI DI DOLLARI ACLA DADDET. IMPIEGATO HA
RICEVUTO LA LETTERA SI è SCORDATO DI SPEDIRLA ENTRO LE 96 ORE HA PERSO
IL LAVORO. PIU TARDI DOPO AVERLA RITROVATA, HA SPEDITO 20 COPIE,
QUALCHE GIORNO DOPO HA TROVATO UN MIGLIOR LAVORO.
ALLAN PAINCHILO HA RICEVUTO LA LETTERA E NON CI HA CREDUTO,
HA GETTATO VIA LA LETTERA 9 GIORNI DOPO è MORTO.
RICORDATI NON SPEDIRE SOLDI

Come potete vedere, già il fatto che io abbia conservato questo foglio (ad insaputa dei miei) rappresenta uno strappo alla regola. Forse è per questo che non ho mai visto piovere milioni...
Comunque adesso che avete letto questo post, siete obbligati a condividerlo con almeno 300 amici sul vostro muro di Facebook. Se non lo farete, entro pochi giorni vi aumenterà il mutuo, scadranno i termini per pagare l'IMU, la vostra auto avrà un'avaria e riceverete una visita di Equitalia...
Io vi ho avvisati.

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