3.1.16

r/041 - Quaderno di Eugenia (seconda parte)

Sono passati "solo" tre anni dalla pubblicazione dell'ultimo post nel quale descrivevo il ritrovamento del quaderno appartenuto a mia nonna. Non so se qualche lettore di allora avrà avuto la pazienza di aspettare tanto tempo. Vista la velocità a cui siamo abituati a vivere al giorno d'oggi, ne dubito fortemente. Tutto subito, tutto pronto, tutto breve...
Già solo il modo in cui è redatto questo articolo è troppo luuuungo e dispersivo, il lettore-tipo non spenderà mai 10 minuti per leggere un'unica pagina. Il trend è quello di suddividere il testo in piccoli blocchi da ripartire su diverse pagine per rendere la navigazione più "attiva" e generare visualizzazioni. Disseminare parole chiave ovunque, dare ad ogni blocco un titolo che faccia colpo sui motori di ricerca (tipo questo):

10 Modi intelligenti per riciclare i vecchi quaderni di scuola 

 

Poi, accompagnare il tutto da immagini spettacolari e un banner pubblicitario ogni dieci righe.

Da quando ho trascritto la prima parte del diario ci sono stati vari cambi di governo, il papa è andato in pensione, sono usciti in edicola 34 albi di Tex di 110 pagine ciascuno, grandi imperi sono caduti mentre altri sono tornati alla ribalta...
La storia è andata avanti, insomma.
Per fortuna Blogger e internet sono ancora lì, io ho tre anni in più ma sono ancora relativamente giovane (lo scrivo per chi dopo tre anni di attesa pensava già al peggio), e pur se distratto da mille altre cose, non ho mai perduto la voglia di tornare a scrivere su queste pagine.
Per cui, bando alle ciance, riprendiamo la lettura là dove l'avevamo interrotta in quel febbraio del 2013. Se invece non avete ancora letto la prima parte vi consiglio vivamente di partire da lì, altrimenti potrebbero mancarvi i presupposti necessari per capire di cosa stiamo parlando.
Si riparte dal 2 gennaio 1932: esattamente 84 anni fa. Eugenia si confonde e scrive 1931... evidentemente il calcolo del tempo non è un punto di forza della famiglia.
Ancora una volta, buona lettura!

La chiesa di Temossi

Quaderno di Gatto Eugenia (2)

Temossi 2 Gennaio 1931-X
Diario
Ieri era capodanno io l’o passato bene perché c’era il mio fratello e c’erano anche le mie cugine e mi sono divertita molto. Il mio fratello è arrivato il 29 e non so ancora quando partirà. Ieri mattina sono andata a messa e ò fatto la Santa Comunione e quando sono uscita sono andata con le pecore. Dopo pranzo siamo andati a vedere ballare a Campori.
Buono
Temossi 4 Gennaio 1932-X
Diario
Oggi sono andata a scuola, quando siamo entrati abbiamo scopato, poi abbia fatto lezione. Dopo pranzo sono andata a Belpiano dalla mia zia col mio fratello e mi sono divertita molto con le mie cugine. Siamo tornati a casa che era buio.
Lodevole
Temossi 7 Gennaio 1932-X
Comunicazione
Ieri era il giorno della Befana. In scuola la Befana fascista non l’abbiamo fatta perché non abbiamo ancora avuto il tempo di andare a cercare i soldi per comprare la roba ma qualche giorno la faremo
Buono
Lettera
Temossi 11 Gennaio 1931-X
Carissima Olimpia, mi dispiace che oggi tu non fossi a scuola, noi ci siamo divertiti molto quando è arrivata la signora dell’altra classe perché la nostra signorina era andata nell’altra classe. Stamattina quando siamo entrati la maestra à corretto i compiti, à fatto dire la lezione poi à fatto fare un dettato e siamo usciti. Domani vieni ci divertiremo insieme.
Ti saluta la tua aff.a Eugenia
Suff

Le aule della scuola e la lapide commemorativa per i compaesani caduti nella Grande Guerra

Temossi 15 Gennaio1932-X
Commemorazione di Arnaldo Mussolini
Oggi sono andata a scuola e la signorina maestra à corretto i compiti, quando è arrivata l’altra signora ànno letto dei capitoli che parlavano della morte di Arnaldo Mussolini che è morto una settimana prima di Natale. Prima di morire a frabicato un giornale del quale parlava di lui scrisse il testamento con le sue ultime volontà. Ai suoi genitori quando è morto si è lasciato che lo mettono parenti ha detto che lo seppellivano dove vogliono e lo anno messo a Milano in Romagna vicino a suo figlio. Dopo pranzo sono andata con le pecore e le ò condotte a casa che era quasi buio
Suff
Temossi 18 Gennaio 1931-X
Diario
Oggi sono andata a scuola e la signorina à fatto cantare Giovinezza, Fischia il sasso e la Canzone Re d’Italia [forse questa ndr].
Dopo à corretto i compiti, à fatto dire la lezione e à fatto fare il disegno sul Componimento Mensile.
Dopo pranzo sono andata con le pecore e le ò condotte vicino alla casa perché sceglievo le castagne c’era anche la mamma di Eros.
Buono
Temossi 20 Gennaio 1932 X
Diario
Oggi sono andata a scuola. Quando sono uscita sono andata con le pecore e l’ho condotte dimuovo vicino alla casa perche cera la mamma di Eros a scegliere le castagne c’era anche Eros si siamo divertiti molto.
Temossi 22 Gennaio 1932 X
Diario
Stamattinala signorina à letto un po’ di Pinocchio, c’erano anche i bambini di prima perché c’era la befana Fascista I pacchetti li anno distribuiti dopo aver fatto lezione, dopo siamo usciti e io fino a casa non l’ho sfasciato, e c’erano un paio di calze, un fazzoletto, una penna, un lapis, una gomma fichi secchi, un’arancia e noci e caramelle. Io sono molto contenta. Dopo pranzo sono andata con le pecore le ò condotte a Campori e sono tornata a casa che era quasi buio
Bene
Lunedì 25 Gennaio 1932-X
Riassunto
Oggi la signorina à spiegato le nozze di Cana. Un giorno Gesù con i servi e la sua madre erano andati in Gallilea a una festa di nozze e poi la Madonna si accorse che mancava il vino e disse al figliolo “Non ànno più vino” Poi si volse ai servi e accenando disse “Fate tutto quello ch’egli vi dira”
C’erano dei grandi vasi per l’acqua e Gesù ordinò che fossero riempiti di acqua, questo fu fatto ed egli disse “Attingete e portateli in tavola” I servi obbedirono e nell’attingere l’acqua diventò vino, quel vino era il più buono che avevano bevuto. E quello era il primo miracolo di Gesù

[pagine centrali mancanti - ndr]
Nonna Eugenia e sua nipote Monica (in casa della quale ho trovato il quaderno) nel gennaio del 1953

[...] offerta una corona e una i Balilla di Borzonasca
Buono
Temossi 2 Febbraio 1932
Diario
Oggi la signorina à detto che stiamo zitti perché non si sente bene le fa male un dente, e noi siamo stati più buoni che abbiamo potuto. Dopo pranzo sono andata con le pecore
Bene
Temossi 3 Febbraio 1932-
Riassunto: ”Leggenda dell’oro”
Una volta Gesù con i discepoli traversavano un deserto, su un pozzo videro un sacchetto di monete d’oro e dissero i discepoli: “Prendiamolo” allora Gesù disse “L’oro fa morire” e seguitaro per la loro strada. Dopo passarono di lì due uomini e uno stette a guardia delle monete e uno andò a prendere il pane ad un villaggio vicino. Quando arrivò quello che era a guardia delle monete d’oro gli diede una pugnalata e lo uccise e lui mangiò il pane avvelenato e morì anche lui. Quando ritornò Gesù con i discepoli vide due cadaveri e disse ai discepoli “Vedete che l’oro fa morire”.
Buono

Temossi febbraio 1932
Diario
Oggi la signorina dell’altra classe à portato il tappeto per il tavolino della nostra classe e della sua. Dopo pranzo sono andata a cucire e c’eravamo in due
Buono
Temossi 6 febbraio 1932-X
Diario
Oggi la signorina à messo in castigo due bambini perché non volevano stare zitti. Quando siamo entrati abbiamo messo il tappeto sul tavolino
Al pomeriggio sono andata a cucire c’ero sola Mentre la signorina faceva lezione ad un bambino faceva male un occhio e il male non gli è più passata fino a che non siamo usciti
Buono
Temossi 8 febbraio 1932
Diario
Oggi sono andata a scuola e siamo entrati alle otto e siamo usciti alle undici. Al pomeriggio sono andata a cucire, quando siamo usciti sono andata con le pecore
Buono
Temossi 9 febbraio 1932
Diario
Oggi sono andata a Brizzolara dal mio zio, al pomeriggio sono andata al vespro e poi con le mie cugine e la mia sorella siamo andate a vedere ballare e siamo ritornate a casa che era quasi buio. Oggi era brutto tempo.
Buono
Temossi 15 febbraio 1932
Diario
Oggi e stata una brutta giornata era freddo e tirava il vento, in scuola non abbiamo fatto altro che prendere fumo e freddo. Dopo pranzo sono andata a cucire e poi la signorina è andata a fare un discorso a Tigliolo, a noi lo à fatto la signora di quarta, parlava di Arnaldo Mussolini. Quando siamo usciti siamo andati a confessarci per fare la Santa comunione per il nostro compagno Mario.
Bene
L'ala "nuova" della scuola. Sul retro la chiesa, a destra il cimitero.

Temossi 19 febbraio 1932-X
La pesca miracolosa Riassunto
Gesù seduto nella barca di Simone aveva detto che gettasse le reti e Simone. “Maestro abbiamo faticato tutta la notte senza prendere nulla, ma sulla tua parola getterò la rete”
Ecco fatto, presero tale quantità di pesci che la rete minacciava di rompersi. Fatto segno ai compagni che stavano in altra barca tutte e due le barche furono riempite di pesci che quasi affondavano. Pietro commosso e come stordito pel gran miracolo si prostrò in ginocchio davanti a Gesù dicendo: “Allontanati da me che sono peccatore.”
Da quel giorno Simone e Giacomo, Andrea e Giovanni i figli di Zebedeo si unirono a Gesù per seguirlo e Gesù disse: “Voi siete pescatori di pesci i vi farò pescatore di anime
Suff
Temossi 20 febbraio 1932
Diario
Oggi la signorina maestra à messo in castigo quasi tutti i bambini perché non sapevano la lezione, io la sapevo poco, loro ce li à messi quasi subito e ci sono stati fino alle undici.
Dopo pranzo sono andata a cucire, appena sono arrivata sono andata in scuola e ò acceso la stufa e poi ò cucito, quando sono uscita sono andata con le pecore
Buono
Temossi 22 febbraio 1932
Diario
Oggi sono andata a scuola e la signorina à mandato indietro una bambina perché si era dimenticato a casa un quaderno e poi non e più ritornata. Al pomeriggio sono andata a cucire e c’eravamo in due. Quando sono uscita sono andata con le pecore
Buono

Due pagine del quaderno originale con le correzioni della maestra

Temossi 24 febbraio 1932
Diario
Oggi la signorina à dato quasi a tutti i bambini il quaderno da firmare perché non sapevano la lezione. Dopo pranzo sono andata con le pecore e ò aiutato la mia mamma a scopare.
Bene
Temossi 1 Marzo1932-X
Riassunto
Una volta Gesù in compagnia degli apostoli andava nella città di Nain e incontrarono un corteo funebre che accompagnava alla sepoltura il figlio solo di una vedova. Gesù vedendo la madre piangere n’ebbe compassione e le disse “Non piangere” E quelle che portavano il cadavere si fermavano e Gesù disse: “Giovinetto alzati e cammina” e il giovinetto morto risuscitò e Gesù lo diede alla mamma
Buono
Temossi 4 Marzo 1932-X
Diario
Oggi sono andata a scuola, c’erano anche i ragazza di quarta perché la signora a l’influenza e forse verrà lunedì. Dopo pranzo la mia maestra à fatto scuola anche ai bambini di seconda. Al pomeriggio sono andata a cucire e c’eravamo in due. Quando sono uscita mi sono tirata tanta neve con Renata e Nino.
Bene
Temossi 7 Marzo 1932
Diario
Oggi sono andata a scuola, appena siamo entrati abbiamo scopato e altre due bambine ànno acceso il fuoco e non lo ànno fatto niente bene così à fatto fumo e non si voleva accendere. Dopo pranzo sono andata con le pecore e ò aiutato la mia mamma a legare la legna
Bene
Temossi 9 Marzo 1932 X
Oggi la signorina à spiegato le azioni. Dopo pranzo sono andata con le pecore è ò aiutato la mia mamma a legare la legna
B
Temossi 11 Marzo 1933-X
Diario
Oggi sono andata a scuola, appena sono arrivata la signorina mi à chiamato a casa sua e mi à dato la chiave della scuola. Io ò acceso la stufa poi sono venuti altri bambini e abbiamo bagnato in terra. Quando è arrivata la signorina abbiamo lavato i vetri, abbiamo levato le ragnatele dal soffitto e abbiamo scopato sotto il palco. I bambini l’à messi sull’attenti sul palco. Poi dopo aver fatto pulizia alla scuola abbiamo appeso i cartelloni che avevamo levati per fare pulizia per quando viene il parroco a benedire la scuola, abbiamo messo l’olivo nuovo. Quando è arrivata la signora di quarta à portato gli anellini da mettere nelle tendine e due bambini ànno fatto i ferri. La signorina ha fatto lezione su Garibaldi e à detto la figura di GiuseppeGaribaldi è la più bella di quante ce ne sono, a fatto fare anche un dettato. Dopo pranzo sono andata a cucire e abbiamo messo su le tendine.
Bene

Temossi 12 Marzo 1932-X
Diario
Oggi sono andata a scuola e ò sentito che dalla Maria ci sono stati i ladri e sono stati anche a Campori ma non ànno potuto fare niente perché c’era gente in casa. Dopo pranzo sono andata a cucire e c’eravamo in tre.
Lod
Temossi 14 Marzo 1932
Composizione
Oggi si è fatta una funzione in memoria del parroco che morì l’anno scorso
C’eravamo tutti noi bambini della scuola con le bandiere e anche quelli di Stibiveri. La funzione è cominciata alle dieci fino alle undici e mezzo quando siamo usciti di chiesa la Signorina ci à madato a casa subito.
B
La tomba del parroco defunto nel cimitero di Temossi

Mercoledì 16 Marzo 1932-X
Diario
Oggi in scuola verso mezzogiorno aspettavamo il Parroco che venisse a benedire ma non veniva mai e la signorina leggeva Pinocchio e à letto anche un raconto, ma veniva fame. Finalmente è arrivato che era un’ora, prima sono venuti i bambini a dare le Immagini e le palme e a prendere le uova. Quando è arrivato il prete la signorina à fatto fare il saluto e il segno della Croce
L
Sabato 19 Marzo 1932-X
Diario
Oggi era San Giuseppe, il santo padre di Gesù Io sono andata a Brizzolara dal mio zio a prendere l’olivo e mi sono divertita molto con la mia cugina e sono tornata a casa chera quasi buio. Io con la mia mamma abbiamo appeso le palme sul ramo d’olivo
L
Temossi 24 Marzo 1932-X
Composizione
Oggi sono andata con le pecore, al pomeriggio sono andata a vedere il sepolcro ed era bello ma era più bello l’anno scorso. Quest’anno c’era meno roba, c’erano tre vasi di piselli, uno di sementi di lino, di grano e altra roba. Noi non ci abbiamo portato niente. Quando sono tornata a casa sono andata di nuovo con le pecore
B

Temossi 27 Marzo 1932-X
Compassione
Il giorno di Pasqua
Sagio
Oggi era il giorno di Pasqua sono andata a messa e dopo sono andata con le pecore. Dopo pranzo sono andata al vespro con la mia mamma poi volevo andare dalla mia zia ma non ci sono andata perché domani vado a Caregli dalla mia madrina
B
Domenica 9 Aprile 1932-X
Tema
Descrivete la visita pastorale
Saggio
Oggi a Temossi è venuto il Vescovo, perché c’era la Cresima. Da quattro o cinque anni non era più venuto Appena è arrivato in fondo della chiesa si è vestito, si è messo la mitria e il mantello poi Enrico ha recitato e Maria gli à regalato un mazzo di garofani, poi a detto messa e tutti i parrochiani ànno fatto la Santa Comunione Egli è stato contento. Dopo la Cresima siamo usciti, alle undici è andato via. La mitria e il mantello erano gialli, aveva un bastone lungo di latta era il pastorale
Bene

Questo quaderno e di Gatto Eugenia

Il quaderno si chiude proprio così, con questa sgrammaticata dichiarazione che non lascia dubbi circa l'identità della sua proprietaria.
Un pezzetto di passato che credevo ormai perduto è tornato inaspettatamente a galla. La mia nonna paterna (che per me era e resta la "Nonna Gegè") è tornata a vivere brevemente attraverso queste pagine, permettendomi di sbirciare una parte della sua vita che per ragioni anagrafiche non avevo mai conosciuto.
Spero che la lettura sia stata stimolante anche per voi e che vi dia lo spunto per riscoprire qualche vecchio tesoro dimenticato. Chissà che in una soffitta, chiuso negli scatoloni o in un vecchio armadio non troviate anche voi un "quaderno di Eugenia"... o di Carmela, di Giovanni, di Maria...

Vi lascio con questo disegno realizzato qualche anno fa, quando ancora non immaginavo nulla di tutta questa storia. A giudicare dal suo sorrisetto, lei già sapeva.

1.2.13

r/041 - Quaderno di Eugenia (prima parte)


E' il 31 ottobre 1931.
Siamo a Temossi, un paesello situato nell'entroterra ligure. 
Eugenia, una bambina di circa 12 anni, si accinge a scrivere sulla prima pagina del suo nuovo quaderno di scuola.

Subito dopo la data, una X incastonata fra due trattini orizzontali sta ad indicare che ci troviamo nel decimo anno dell'era fascista.
In questa prima pagina Eugenia trascrive un breve riassunto di ciò che probabilmente ha appena studiato: i Carbonari ed i moti del Risorgimento italiano. Il voto della maestra, vergato a lapis azzurro in fondo al riassunto, decreta un modestissimo "Suff", causato probabilmente dai tanti errori di grammatica.
Anche le correzioni però non sono impeccabili, ad esempio laddove la parola "società" viene modificata in "socetà". Povera Eugenia, almeno quella l'aveva scritta bene!
Queste poche righe, comunque, dai contenuti così retorici e nazionalisti, sono solo un assaggio rispetto ad altri paragrafi nettamete più propagandistici.


Dopo le prime pagine, Eugenia non scrive più sul suo quaderno per ben due settimane. Poi, in data 13 novembre (e qui dimentica la X) l'intestazione recita: "Diario".


Questa volta non ci troviamo di fronte ad un mero riassunto o ad un dettato scolastico, ma a parole scritte in libertà dall'alunna per raccontare ciò che ha fatto durante la giornata appena trascorsa. 
Proprio questa è la caratteristica che a mio giudizio rende il quaderno una testimonianza straordinaria e ci dà uno spaccato inedito e sincero sulla vita quotidiana di una ragazzina nell'Italia rurale dei primi anni '30.
Questo quaderno però è straordinario anche per un'altra ragione, molto più personale: Eugenia era mia nonna.
Foto di famiglia risalente agli anni '30. Papà Celestino e mamma Maria Caterina posano nel cortile dietro casa assieme ai loro 8 figli. Eugenia, la minore, è la bambina alla destra del capofamiglia.

Agosto 2012.

San Salvatore di Cogorno, una frazione a pochi chilometri dalla costa, sulla stessa strada che da Lavagna porta al vecchio paesino di Temossi.
Un'anziana zia è appena deceduta, lasciando dietro di sé una casa piena di polvere e vecchi ricordi. Circondato da parenti appena conosciuti, occupati in perigliose questioni ereditarie ed indaffarati nel tentativo di recuperare oggetti di valore, si trova anche il sottoscritto. 
Le mie mani rovistano nei cassetti e tra le vecchie carte, scoprendo tesori dove gli altri vedono solo cianfrusaglie.
Poi, la scoperta: chiusi in un sacchetto, all'interno di un grosso armadio, libri e quaderni di scuola del ventennio, presumibilmente appartenuti alla defunta. Uno di questi richiama la mia attenzione per la ricca decorazione della copertina, raffigurante un gruppo di soldati romani ed una vittoriosa battaglia navale della prima guerra punica.


Tipico di quel periodo, rispolverare episodi bellici e tradizioni dell'epoca imperiale per porli al servizio della propaganda fascista. Senza dubbio ottimo materiale per un articolo del mio blog.
Solo quella sera, rientrato a casa mia, mi rendo conto che quel quaderno non appartenne alla zia Monica, bensì a mia nonna, deceduta ormai da tempo.
Mi torna alla mente il vago ricordo di una conversazione svoltasi diversi anni addietro, in cui lei accennava ai suoi vecchi quaderni di scuola, probabilmente in possesso della nipote.
All'epoca non vi badai, giudicando improbabile che quelle vecchie carte fossero sopravvissute fino ai nostri giorni.

Il destino però aveva altri programmi.
Il ritrovamento di questo materiale è stato per me una graditissima sorpresa, che in un certo qual modo mi ha permesso di "reincontare" mia nonna per ascoltare una storia che ancora non conoscevo. La sua storia, che ora sono pronto a raccontare a tutti voi.

Qui di seguito riporto la trascrizione pressoché completa del quaderno (con l'esclusione di alcune pagine di grammatica), corredata da varie foto, alcune delle quali scattate da me sui luoghi citati.
Ho inserito anche numerosi link a pagine esterne (soprattutto Wikipedia), già che gli spunti per ulteriori approfondimenti non mancano.
La presente trascrizione include le correzioni dell'insegnante per facilitarne la lettura, anche se diversi errori non corretti vengono lasciati invariati. In particolare il verbo "avere" viene scritto con "h" o con "à" accentuata senza una logica precisa. La maestra non sembra farsene un problema, quindi anche noi lo prenderemo così com'è.

Nel prossimo post, invece, oltre alla seconda parte della trascrizione, troverete il link per scaricare il file in formato .pdf con la scansione fotografica dell'intero quaderno.
Metto a disposizione gratuitamente questo materiale, con l'unica richiesta di essere citato come fonte e messo al corrente di un suo eventuale utilizzo o pubblicazione.
Spero che risulti per voi interessante quanto lo è stato per me.

Buona lettura!



Quaderno di Gatto Eugenia

Temossi 31 ottobre 1931 X
Copiato. Riassunto di storia



Le condizioni della nostra Patria erano ben dolorose. Molti generosi si proposero di strapparla a tanta miseria anche a costo della vita, e si raccolsero in numerose società segrete. Una di queste fu detta dei Carbonari, perché i suoi membri usavano il gergo dei carbonari.
Fra il 1818 ed il 1832 i carbonari suscitarono parecchie ribellioni, ma invano. L’Austria mando i suoi soldati in aiuto dei principi oppressori. Il Risorgimento italiano ebbe i suoi primi martiri Maroncelli, Oroboni, Pellico, Confalonieri, che languirono lunghi anni in carcere; Ciro Menotti, Giuseppe Andreoli che furono fatti giustiziare dal Duca di Modena.
Suff

Temossi 13 novembre 1931
Diario

Stamattina sono andata a scuola, la signorina Maestra ha fatto dire la lezione e ha corretto il compito, ha fatto scrivere e leggere e dopo ha letto Pinocchio.
Dopo pranzo sono andata a cucire, c’eravamo in quattro e prima di uscire abbiamo scopato la scuola, quando sono tornata a casa ho aiutato la mia mamma a fare da mangiare.
Buono
Temossi 18 novembre 1931-X
Diario
Oggi sono andata a scuola e la signorina Maestra ha spiegato la pulizia delle case. Alla mattina, quando ci si alza, si dicono le orazioni poi si va a lavarsi poi si fa il letto, si scopa dappertutto e si spolvera sui mobili, e sul tavolino. Bisogna scacciare le mosche perché vanno sul letame e poi vanno sui cibi, i cibi si mangiano e si prendono delle malattie. La maestra ha spiegato anche le figure del cartellone delle mosche.
Quando siamo usciti sono andata a portare da mangiare ai miei genitori nella Chiappa e poi sono stata a raccoglire le catagne
Suff
Temossi 20 novembre 1931-X
Composizione
La mia scuola
Saggio

Io vado volentieri a scuole perché s’impara a scrivere e a leggere e a fare tante altre cose. La scuola è necessaria per tutti. A me è più caro andare nella scuola vecchia perché è più grande e c’è il palco.
Buono
Il vecchio edificio scolastico ripreso da Google street view (QUI)


Lunedì 23 novembre 1931 X
Diario

Stamattina sono andata a scuola e ho portato un bel mazzo di fiori e d’olivo e la Signorina Maestra l’olivo lo à messo dai quadri e ci sta molto bene. La Maestra à detto che sabato va ha casa e quando ritorna porta la polvere color d’oro da indorare dei rametti d’olivo.
I crisantemi me li hanno dati le mie cugine di Belpiano ieri perché cisono andata, loro ne ànno tanti.La Signorina maestra ha fatto dire la lezione e poi ha coretto il compito e ha letto un raconto. Dopo pranzo sono andata con le miche
Buono




Temossi 28 novembre 1931

Composizione
Parlare del funerale che si è svolto oggi.
Saggio
Oggi si svolto il funerale di una donna di Bertigaro, e noi bambini siamo andati incontro fino alla Croce e quando e arrivata la morta ci siano messi in fila e poi siamo andati in chiesa. Finito il funerale siamo andati in scuola a prenderci la cartella e siamo andati a casa.
Buono


Temossi 1 Dicembre 1931-X
Diario

Oggi sono andata a scuola e abbiamo messo i banchi intorno alla stufa per sentire il caldo, ma c’era fumo e non si poteva stare bene. Abbiamo fatto lezione e mentre si faceva lezione è caduta una pietra sulla testa di Luigi. La signorina maestra à preso un po di carta l’à bagnata nell’acqua fresca e gliela messa per un po’ sulla testa. Dopo pranzo sono andata con le pecore ò cercate delle castagne per fare le arrostite, e le pecore le ò condotte a casa che era quasi buio.
Buono


Sabato 5 dicembre 1931-X
Diario


Oggi sono andata a scuola e la signorina maestra à fatto tanti auguri ai Balilla e alle Piccole Italiane perché è il 5 dicembre, ha anche spiegato la storia di Balilla. A corretto il compito, ha fatto dire la lezione, à fatto leggere e à fatto cantare l’inno di Balilla e poi siamo usciti. Dopo pranzo sono andata a scopare le foglie.
Buono




Temossi 9 dicembre 1931 X
Diario
Oggi sono andata a scuola è la signorina maestra à sospeso Tonino perché faceva chiasso e lo ha sospeso da scuola fino a lunedì. Dopo pranzo sono a cucire e c’eravamo in cinque e abbiamo cantato Giovinezza.

Buono


Lunedì 14 dicembre 1931-X
Diario
Oggi sono andata a scuola, la signorina maestra è andata a prendere la camomilla alla mia compagna che era malata, poi abbiamo fatto lezione. Dopo pranzo sono andata a cucire e ò portato le patate alla signorina. A cucire c’eravamo in dice. Quando siamo uscite sono andata con le pecore e le ò condotte a casa che era quasi buio.
Buono
Una panoramica dei campi intorno a Temossi


Temossi 16 Dicembre 1931
Diario
Oggi la signorina maestra ci ha fatto dire la lezione e io ò preso buono e poi ci ha fatto scrivere la poesia e ha fatto fare il disegno della capanna. Prima di uscire à lette Pinocchio. Dopo pranzo sono andata a cucire e c’eravamo in due, quando siamo usciti sono andata con le pecore le ò condotte a casa un po’ più presto delle altre sere perché non ci volevano stare
Buono
Immagine recente della casa in cui Eugenia viveva con tutta la famiglia


Temossi 23 dicembre 1931-X
Diario
Oggi sono andata a scuola, abbiamo fatto il disegno e poi è arrivato il medico, i bambini scappavano perché avevano paura che facesse male e piangevano. E’ venuto a fare la puntura ai bambini perché non venga latosse senina  (*) il mal di gola. La signorina à letto Pinocchio e altri due racconti. Dopo pranzo sono andata con le pecore ò portato la poesia di capodanno, le ò condotte a casa che era quasi buio.
(*) Eugenia si riferisce alla "tosse asinina", ovvero la pertosse
Buono
Temossi 26 dicembre 1931-X
Ieri era Natale io non l’ò passato bene perché è morto il mio zio e perché non c’era il mio fratello. A pranzo, mentre dicevo la poesia non l’ò potuta nemmeno finire perché il mio babbo à sentito suonare l’agonia del mio zio e così non me l’a à lasciata finire, poi l’ò detta alla sera che il mio babbo non c’era.
Buono

Celestino Gatto, padre di Eugenia (e mio bisnonno)


(fine prima parte)


13.9.12

r/040 - Cuaderno de Antonio

Vecchio quaderno di scuola spagnolo risalente alla metà degli anni '50, recuperato dalle rovine di una casa abbandonata nei pressi di Pinos Genil (lo stesso paese in provincia di Granada dal quale proviene l'isolatore elettrico r/032).


L'illustrazione di copertina raffigura una scena di caccia al cervo, mentre sul retro uno scorcio di una foresta afro-americana (?) piuttosto affollata, fa da sfondo alle tabelline aritmetiche. Si legge: "tavola delle addizioni" e "tavola delle sottrazioni".

La palazzina in cui è stato ritrovato era originariamente su due piani, ma il pavimento del piano superiore era crollato ormai da tempo. Anche il tetto presentava qualche cedimento e non offriva un gran riparo.

Io però, attirato dalla presenza di alcune piastrelle in pasta di cemento piuttosto ben conservate, mi infilai fra le travi ormai cadute e con mia sorpresa scoprii che al di sotto di esse qualcosa si era miracolosamente salvato dalle intemperie, pur se ne portava i segni inequivocabili.


Il luogo del ritrovamento

Sul momento non mi fermai a leggere il contenuto del quaderno. Le precarie condizioni dell'edificio non invogliavano ad ulteriori esplorazioni e comunque non vi era traccia di altro materiale del genere. Gli avrei dato un'occhiata più tardi e se non ne fosse valsa la pena me ne sarei sbarazzato.

Dopo aver soffiato via un po' di polvere e il cadavere di un ragno (cui il quaderno aveva fatto da lapide per chissà quanto tempo), infilai il reperto in un sacchetto insieme a due piastrelle e mi avviai verso casa.

L'illustrazione in copertina, restaurata digitalmente

Quando gli ebbi dato un'occhiata più approfondita, mi resi conto della particolare testimonianza rappresentata da quelle pagine. Si trattava effettivamente di un quaderno di scuola, appartenuto ad un bambino di nome Antonio Zuñiga Muñoz e raccoglieva appunti e disegni di diverse materie, tra cui storia e geografia.

Niente di straordinario quindi, ma ciò che rende interessante la sua lettura è il modo in cui gli argomenti vengono presentati. Teniamo presente che all'epoca la Spagna era ancora sotto dittatura, che si sarebbe conclusa soltanto vent'anni dopo con la morte del "caudillo" Francisco Franco.
Il clima di propaganda nel quale venivano istruiti gli alunni non doveva essere dissimile da quello vissuto in Italia durante il ventennio fascista, e del quale porterò un ottimo esempio in un futuro articolo del Rumentaio.

Ora però passiamo alla lettura di alcuni estratti del suddetto quaderno, che con qualche difficoltà (dovuta alle condizioni dei fogli ed agli errori ortografici) ho selezionato e tradotto in italiano.

Iniziamo con qualcosa di semplice. Ecco la definizione di un "Porto di mare", accompagnata da un disegno realizzato a matita e ripassato a penna:

Si chiama costa la terra che confina con il mare. La nostra Patria possiede più di 3.000 chilometri di costa e per il suo studio la divideremo in tre categorie. Costa Cantabrica, Atlantica e Mediterranea.
La costa Cantabrica ha un'estensione di 600 chilometri ed è rettilinea ma molto (rocciosa) a causa della prossimità dell'omonima cordigliera.
I porti di questa costa sono naturali e molto profondi, meritano una menzione speciale quelli di Santander e Jijon.
La costa Atlantica ha una lunghezza di approssimativamente 880 chilometri e va distinta in due parti, quella galiziana, ricca di profondità e belle insenature e la parte meridionale che è bassa e sabbiosa.

Non viene descritta la costa Mediterranea, ma qui finisce lo spazio sulla pagina ed evidentemente anche la buona volontà dello scolaro...
Un compito più impegnativo è rappresentato dal seguente testo, che si riferisce al personaggio di Cristoforo Colombo, in Spagna noto come Cristobal Colón:

Cristoforo Colombo non è spagnolo di nascita, ma sì lo è per la sua opera e lealtà.
L'illustre marinaio nacque a Genova (...) dei primi anni della sua vita si sa molto (poco). Si può soltanto affermare che parte della sua giovinezza la passò in Portogallo, dove si sposò con Felipa Muñiz.
Quando venne in Spagna per offrire i suoi (servigi) ai Re Cattolici li aveva già offerti al re portoghese e forse a (...) e all'Inghilterra.
Nessuno aveva fatto  nulla del suo progetto di raggiungere le Indie.
Anche questa storia si interrompe bruscamente perché nella pagina successiva i protagonisti sono Annibale e l'esercito romano.

Tra le pagine meglio conservate (alcune sono del tutto illeggibili), se ne trova una che cita le diverse province di Castiglia ed è arricchita da un disegno a pastello raffigurante un arco trionfale.


Facendo una ricerca su internet e confrontando le caratteristiche dei molti archi presenti in Spagna (romani e non) con quelle del disegno, sono riuscito ad associarlo all'arco di Bará, situato a pochi chilometri da Tarragona.
Nulla a che vedere quindi con la Castiglia, forse il disegno era a tema libero e scollegato dal testo scritto.


Quando si parla di storia però, non ci si riferisce solo alla storia antica, ma anche agli avvenimenti più recenti che inevitabilmente si mescolano alla politica ed alla propaganda di regime. Ecco quindi un resoconto molto parziale a proposito degli avvenimenti che causarono la caduta della seconda repubblica e posero le basi per la guerra civile che insanguinò la Spagna tra il 1936 e il 1939:

29 ottobre                                      GIORNO DELLA FEDE


Il giorno 29 ottobre 1933, Jose Antonio levò la sua voce nel teatro della Comedia per manifestare agli spagnoli i grandi mali che la Patria veniva soffrendo e quale fosse la via per rimediarvi.
Le grandi virtù del popolo spagnolo erano allora addormentate ed era necessario avere fede, molta fede, per iniziare il suo risorgimento.
Ma Jose Antonio ebbe questa fede ed il miracolo si realizzò e la Patria si salvò.

Un'auto trasporta 26 viaggiatori ed ognuno di essi paga 12 pts (pesetas). Se tra benzina ed altro raggiunge una spesa di 147 pts, quanto guadagna con il viaggio?

Problema aritmetico a parte, se qualcuno vuole approfondire l'argomento e la figura del citato Jose Antonio (Primo De Rivera), fondatore del partito della Falange Spagnola e martire del regime di cui la città di Granada ancora conserva un polemico monumento, può leggere la sua biografia su Wikipedia. Viene citato anche l'episodio in questione, che rappresenta proprio la fondazione del partito.

Qualche pagina prima l'argomento veniva già sfiorato, con le seguenti parole ed un inquietante disegno in cui una falce e un martello incombono su una croce cristiana...

Con la proclamazione della 2a Repubblica il 14 aprile del 1931, i mali che la Spagna già stava soffrendo durante il lungo periodo della sua decadenza si aggravarono pericolosamente.

In questo quaderno però, oltre a matematica, geografia e storia, non poteva mancare la religione. Diverse pagine sono dedicate alle parabole ed ai miracoli di Gesù.
L'ultima pagina però, è riservata a...
LA FINE DEL MONDO

L'ultimo Vangelo dell'anno liturgico descrive (in modo sublime?) i fatti che accompagneranno la fine del mondo.
Gesù verrà sulle nubi del cielo con grande potenza e maestà, inviando i suoi angeli perché raccolgano al suono delle trombe i prescelti ai quattro angoli del mondo, da un orizzonte all'altro.
Stiamo sempre allerta perché la morte non ci colga in peccato.
Chiediamo tutte le notti prima di addormentarci: Che sarà di me se questa notte dovessi morire?
Vivendo in


Il testo finisce così, lasciando la frase in sospeso, proprio come se la morte avesse infine raggiunto il povero Antonio.

Chissà quanti anni aveva quando ha scritto queste righe. Viveva nella stessa casa in cui ho ritrovato il quaderno? Quando e perché l'ha abbandonata? Sarà davvero morto o forse è ancora vivo? Ipotizzando che all'epoca avesse 12 anni, ora dovrebbe averne una settantina...

Il suo quaderno però ci riserba un'ultima sorpresa: tre righe scritte a penna, da mano diversa, sul retro della copertina.
In origine il quaderno era ripiegato proprio su questa pagina, che appare più rovinata. Le macchie e gli errori rendono la traduzione piuttosto difficile, ma dopo tante parole scritte su dettatura ed imposte dall'alto, ecco finalmente un tocco di spontaneità:

Antonio mi manchi molto
quando ci sposiamo se mi (ami) tanto
sto piangendo voglio che venga

DETTAGLI:
Dimensioni: cm 16 x 21
Provenienza:
Gennaio 2010, una casa diroccata nei pressi di Pinos Genil (Granada).

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