
La tavola principale del gioco si piegava in quattro strisce unite da cerniere metalliche, chiudendosi su se stessa a formare un lungo parallelepipedo. Nei due lati superiore e inferiore si inserivano due tavolette, che la chiudevano completamente. Quella superiore raffigurava un'oca, mentre quella inferiore non riportava nessun disegno, essendo destinata ad appoggiare sul pavimento. Il tutto misurava in altezza intorno ai 50 cm, ed era inciso e dipinto con i colori verde, giallo e rosso, invecchiati artificialmente con una patina scura.

Per molti anni è rimasto in piedi in un angolo dell' ingresso, poi in dispensa... finché a causa della mancanza di spazio e dell'apparente inutilità dell'oggetto, è tornato accanto allo stesso bidone, in attesa che qualcuno fosse interessato a portarselo a casa.
Il ciclo continuo degli oggetti, che passano di mano in mano, non poteva fermarsi per così poco... ma lungo il cammino si può perdere qualche pezzo: quella tavoletta con l'oca era troppo carina per essere gettata via...

Il gioco così come lo conosciamo oggi risale alla seconda metà del XVI secolo, quando Ferdinando I De' Medici ne fece dono al Re di Sapgna Filippo II (qui a destra in un ritratto di Tiziano), denominandolo "Il nuovo e molto dilettevole Giuoco dell'Oca". Sembra che il Re abbia gradito molto questo omaggio, e da lì nacque la sua fortuna.
Le caselle della versione di De' Medici erano decorate con simboli che in parte sono rimasti nella tradizione: due dadi, un teschio, una coda, un ponte, un labirinto o un'oca.
Il giuoco dell'oca era forse derivato da un gioco cinese Shing Kunt t'o ("la promozione dei mandarini"), in cui il tabellone era costituito da 99 caselle numerate disposte a spirale.
Per quanto riguarda invece la numerazione delle caselle e determinate strutture nella loro disposizione (come la distanza fissa di 9 caselle fra le caselle con le oche), potrebbero aver avuto in origine significati di tipo matematico o numerologico, ormai perduti.
All'inizio del XVII secolo apparvero in Inghilterra i primi tabelloni stampati, e rapidamente il gioco si diffuse in tutta Europa. La decorazione tradizionale fu spesso rielaborata con soggetti diversi; per esempio, esistono giochi dell'oca con soggetti di tipo politico (come la Rivoluzione Francese) o letterario (episodi delle avventure di Don Chisciotte).
Qui sotto, alcune delle innumerevoli versioni del gioco dell'oca:

Dimensioni: cm 11 x 11 x 0,8
Peso: 50 gr
Provenienza: L'ho già detto, mi sembra. Il solito bidone della rumenta, che alcuni riempiono ed altri svuotano.
Verso la fine degli anni '80.
Fonti: Un po' di Wikipedia qua e là, ma senza esagerare.
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