

Il castello, l'aquila, la melagrana (simbolo di Granada, di cui abbiamo già parlato a proposito del tombino r/004), il leone e il cane.
Anche questi oggetti, come altri visti in precedenza, sono stati da me trovati durante una delle mie escursioni in bicicletta attorno alla città di Granada. Questa volta però il ritrovamento è avvenuto in circostanze particolari che racconterò qui di seguito.
In fondo potrebbe avere anche una funzione educativa...
Nel 2005 il tour estivo dei Deep Purple toccò la cittadina di Atarfe, un comune a qualche chilometro da Granada. Il paese non è niente di speciale (non me ne vogliano gli abitanti) e il concerto neppure fu memorabile (ben altro rispetto a quello visto a Genova nel '94).
Comunque, proprio alle spalle del paese, incombe una montagnola appuntita coronata da un piccolo santuario: La Ermita de los Tres Juanes (Eremo dei Tre Giovanni), una struttura in realtà piuttosto recente costruita sui resti di un antica fortezza araba dalla quale si domina tutta la pianura fino alle pendici della Sierra Nevada.
Il santuario è accessibile tramite una strada che sale dal versante meno ripido della montagna, ed è un'ottima meta per ciclisti ed escursionisti, cosìcché decisi di provarci anch'io con la mia bici.

Quante volte mi è stato raccomandato di non uscire con la bici nelle ore di calore, e di aspettare almeno le cinque del pomeriggio... Ma tant'è, l'abitudine genovese di uscire alle 3 per non tornare col buio, ha avuto la meglio, e poi che diamine, mi metto il casco, porto una bottiglietta d'acqua... cosa mai potrà succedere?
Be', ecco qua cosa può succedere: per cominciare potrei perdermi... in fondo non sono mai andato fino ad Atarfe in bici, e la strada che ci arriva, in alcuni punti non è studiata proprio per le due ruote a pedali: rotonde, incroci, svincoli, mezzi pesanti... Insomma, ad un certo punto devo svoltare a destra, e invece vado a sinistra.

Dopo qualche chilometro la strada diventa più stretta, si trasforma in sterrato, e si infila tra i campi... nessun cartello, nessuna indicazione.
Attraverso un grosso cantiere di un quartiere residenziale che sta sorgendo in mezzo al nulla. Casette a schiera tutte uguali, dove prima c'erano solo ulivi. Cemento, polvere, gru e mezzi immobili sotto il sole (è domenica e il cantiere è deserto). Leggo il nome del luogo su un cartello, ma non mi dice nulla. Non so più dove sono né in che direzione devo andare.

Potrei però approfittarne per esplorare un po' quella zona che non conosco. E' un errore, ma me ne renderò conto solo tra un po'.
La stradina si inerpica su per una collinetta ricoperta di ulivi, fa una leggera curva, scende sul versante opposto per poi risalire su un'altra collina simile alla precedente, dalla quale l'unica cosa che si riesce a scorgere guardando in ogni direzione sono altre collinette tutte uguali, ricoperte di ulivi... un paesaggio ipnotico, non particolarmente indicato per chi non sa bene dove si trovi.


Dalla montagna di calce e mattoni spunta anche una mattonella. La raccolgo.
Sotto le incrostazioni di cemento si intravede un disegno...
Bella! Ma... ce ne sono altre!... sono 2... no, 4.. 5... 7!
Ed eccole qua. Carico tutto nello zainetto, mi rimetto il casco, e torno da dove sono venuto, sperando di trovare la strada più breve per Granada. Il sole intanto sta scendendo.
Per oggi la lezione è finita.
Comunque sono tranquillo, anche se domani il prof mi interroga, stavolta l'ho imparata bene!
DETTAGLI
Dimensioni singola mattonella: cm 7 x 7 x 1
Peso: 500 gr cad.
Provenienza:
2005, ai bordi di una stradina tra i campi di ulivi, tra Granada e una meta mai raggiunta.
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