
Le canzoni, accompagnate dall'informazione radiofonica e da una stampa che diffondeva le notizie in modo tutt'altro che oggettivo, erano i mezzi più efficaci per coinvolgere emotivamente le masse a favore degli ideali fascisti e delle decisioni politiche del momento.

Vengono rispolverati simboli e terminologie dell'epoca della Roma imperiale. I Fasci di combattimento vengono così divisi in "legioni" e "centurie", accanto alle date compare sempre l'anno dell'era fascista in numeri romani (a partire dal 1922, data della storica marcia su Roma), in architettura ritornano gli elementi classici ( in realtà con un'austerità e una pesantezza assenti nei modelli antichi originali)...
Parole come Patria, Onore e Obbedienza, tornano sulle bocche di tutti non solo attraverso i discorsi del Duce, ma anche con le canzoni trasmesse dalla radio, e poi riportate in questi canzonieri.

Vi si possono leggere i testi di due canzoni:
Il primo motivo, "Schiava abissina", la dice lunga sulla considerazione che il regime aveva delle popolazioni "conquistate". La canzone ricorda quella molto più famosa di "Faccetta nera", ma non sono riuscito a trovarne traccia neppure su internet. Che fosse una versione precedente di quest'ultima? In effetti le strofe sembrano adattarsi alla melodia dell'altro pezzo...
La seconda invece, è una marcia per la partenza dei soldati, che lasciano amore e famiglia per andare a far la guerra in Africa Orientale "per Mussolini, per l'Italia e per il Re".

Se volete saperne di più sulla guerra d'Abissinia del 1935-36, vi consiglio questa pagina di Wikipedia.
DETTAGLI:
Formato: cm 16 x 34
Pagine: 8
Edizione: Presentato alla R Procura di Reggio Emilia ai sensi della legge sulla stampa il 29 II 1935
Esemplari d'obbligo art.9 legge 26 maggio 1932 N. 654 - PROPRIETA' RISERVATA alla
Tipografia "La Reggiolese" di Confetta - Reggio Emilia
Provenienza:
Questa volta nessun bidone, ma una scatola piena di vecchie lettere e cartoline conservate da mia nonna.
Ne vedremo ancora...
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